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Mutui Inpdap 2017: quando possono essere richiesti?

Come è noto, l’Inpdap è stato soppresso nel 2011, quando il governo Monti ha deciso di dare vita a una riorganizzazione del sistema previdenziale in modo da razionalizzarlo e risparmiare. L’ente è stato quindi inglobato nel cosiddetto Super Inps, la struttura in cui è confluito anche l’Enpals.

Per effetto di queste decisioni, concretizzate dal decreto Salva Italia, la funzione creditizia, una volta caratteristica dell’ Inpdap, ha continuato a essere svolta dal nuovo ente, per la soddisfazione di lavoratori e pensionati della Pubblica Amministrazione, che ormai dal 1994 possono approfittare di mutui e prestiti estremamente convenienti.

Quando possono essere richiesti i mutui Inpdap 2017

Come richiedere i mutui Inpdap 2017? Va a questo punto sottolineato come l’unico modo di effettuare la domanda per poter ottenere un mutuo dell’ente è la presentazione per via telematica, essendo inammissibile ogni altra modalità.

Una presentazione che prevede tempi ben precisi, nelle tre finestre che si aprono rispettivamente nei primi dieci giorni di gennaio, maggio e settembre.

Per poter dare vita alla procedura richiesta, bisogna utilizzare il modulo predisposto appositamente e che può essere reperito all’interno del sito istituzionale dell’Inps, nell’Area riservata. Occorre inoltre essere muniti del PIN richiesto in precedenza.

Chi sono i beneficiari del mutuo Inpdap?

Naturalmente per poter aver diritto ai mutui per dipendenti pubblici o pensionati erogati dall’Inpdap è necessario soddisfare alcuni requisiti ben precisi.

In particolare i prodotti creditizi dell’ente sono esclusivo appannaggio degli iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici che si trovino in attività di servizio e ai pensionati che siano iscritti da almeno un triennio alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali.

Per quanto concerne i lavoratori dipendenti si rende necessario anche il godimento di un contratto a tempo indeterminato.

Quali sono gli importi massimi erogabili e i tassi di interesse

L’importo massimo che può essere erogato, nel caso di mutui per pensionati o dipendenti pubblici dell’Inpdap, si attesta a quota 300mila euro, mentre il piano di rientro può variare sulla base della cifra concessa da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni, con tappe intermedie a 10, 15, 20 e 25.

Il tasso di interesse, scelto dal beneficiato, può essere sia variabile sia fisso. Nel caso in cui si opti per un mutuo a tasso fisso il mutuatario si vedrà applicare un interesse agevolato del 2,95%, che rimarrà quindi tale per l’intero arco temporale del finanziamento.

Nel caso in cui si decida invece di sottoscrivere il tasso variabile, il TAN (Tasso Annuo Nominale) si attesterà al 3,50% per il primo anno, mentre a partire dalla terza rata semestrale, l’interesse verrà definito prendendo come riferimento il valore dell’Euribor a 6 mesi, maggiorato di 90 punti base.

Il parametro che dovrà fungere da base per la definizione del tasso, sarà il dato rilevato al 30 giugno o al 31 dicembre del semestre che ha preceduto la firma del contratto. Occorre comunque tener conto come secondo tutti gli addetti ai lavori il tasso dei mutui Inpdap sia da considerare estremamente favorevole.

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