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Spread mutui tasso fisso 2016: le prospettive di quest’anno

Spread mutui: cos’è e a cosa serve

La paura più grande di coloro che richiedono un mutuo riguarda i costi. L’insostenibilità della rata è uno spauracchio da evitare a tutti i costi, un circolo vizioso dal quale è difficile uscirne. Per evitare problemi di questo tipo, è necessario prendere in considerazione alcuni elementi, anche tecnici. Tra questi spicca lo spread, che influenza sia i tassi fissi che quelli variabili. Quali sono le prospettive per lo spread mutui tasso fisso 2016?

Rispondere a questa domanda non è semplice, anche perché entrano in ballo alcuni fattori sia interni che esterni. In breve, è una questione di ambiente economico che di politiche bancarie, che variano oggettivamente da istituto a istituto.

La prima è esplorabile ampiamente, grazie alle analisi degli esperti e alle notizie che provengono dalle autorità economiche in grado di incidere, seppur direttamente, sui mutui al dettaglio.

In primo luogo, però, occorre comprendere cosa si intende per spread. Con questo termine si indica quella componente del tasso di interesse di un prodotto finanziario che viene decisa in prima persona dalle banche.

Nello specifico è quel “ricarico”, espresso in punti base, che va ad aggiungersi al parametro di riferimento (Irs per i mutui fissi, Euribor o Bce per i variabili), e che rappresenta il vero guadagno del creditore.

Ne consegue che la convenienza di un prodotto rispetto a un altro è soprattutto una questione di spread. Dal momento che i parametri di riferimento sono gli stessi per tutti, a incidere è la percentuale che l’istituto decide di riservare a se stessa.

Spread mutui tasso fisso: i fattori in gioco

La politica sugli spread dipende dalla volontà della banca ma segue alcune dinamiche esterne, che dipendono in primo luogo dalla situazione economica e dalla policy delle banche centrali.

Politica monetaria della Bce. Da questo punto di vista, grande attenzione va riposta al Quantitative Easing, dal momento che questa iniziativa è responsabile di una immissione di liquidità notevole, che genera un effetto “calmante” sul panorama del credito. Se il Qe viene implementato, allora gli spread tendono a scendere. La prospettiva è esattamente questa.

Spread mutui: tassi sui depositi e crisi del debito

Tassi sui depositi. È una delle leve che la Bce può “azionare” in caso di credit crunch o difficoltà delle banche a concedere il credito. Se il tasso viene inasprito, i creditori sono letteralmente costretti a prestare denaro.

Spread mutui tasso fisso nel breve periodo. Per adesso sono bassi, anzi negativi, quindi da questo punto di vista non si prevedono sorprese nel breve periodo. Anzi, nel medio termine dovrebbero risalire, facendo a loro volta lievitare gli spread.

Crisi del debito. Quando i titoli di Stato diventano tossici, le banche inaspriscono gli atteggiamenti di prudenza e aumentano gli spread nella speranza di recuperare parte della liquidità persa o a rischio.

Per adesso, non si vedono crisi del debito all’orizzonte. Certo, l’aumento dello spread (quello legato ai bond) dovuto alle turbolenze azionario non è un segnale positivo.

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